Ieri . . .

Mi chiamo Vincenzo, ho 16 anni.

Soffro di una malattia reumatologica Artrite idiopatica giovanile.

La mia malattia è iniziata nel novembre del 1996 ed avevo circa 10 anni.

Tutto è iniziato con dolori agli arti inferiori e superiori, che il medico curante attribuì all'età della crescita. Un bel giorno mi cedettero le gambe che sembravano aver perso la capacità di sostenermi e il medico di famiglia consigliò ai miei genitori di portarmi al Bambino Gesù di Roma.

Mia madre prenotò una visita specialistica e fui visitato dalla Dottoressa Elisabetta  che infine mi ricoverò. Il ricovero è stato difficile, anche se alleviato dalla disponibilità, dall'umanità e professionalità dei medici e infermieri.

In Day-Hospital sono seguito con attenzione dalla Dottoressa Maddalena e dall'infermiera Aurora che per questo ringrazio di cuore.

Oggi la mia malattia è quasi del tutto scomparsa ed io posso ricondurre una vita normale.

Oggi . . .

Sono sempre io, Vincenzo. Sono trascorsi quattro anni da quando impugnai la penna la prima volta per parlarvi della mia malattia : l'Artrite idiopatica giovanile. Allora avevo 16 anni.

Ora che ne ho 20 la mia vita è cambiata, e ciò grazie alle cure ricevute dai medici, dagli infermieri e da tutto il personale nel periodo della mia malattia. A tutti loro vanno ancora oggi i miei più vivi ringraziamenti. Anche perchè è per merito loro che oggi, paradossalmente, ho avuto l'opportunità di realizzare un sogno che all'epoca credevo destinato a rimanere tale : iscrivermi, dopo il liceo, alla facoltà di scienze motorie.

Sono due anni che sono guarito completamente e apprendo con gioia che la cura della malattia ha fatto in poco tempo passi da gigante. Sapere che altri un giorno potranno condividere quello che provo oggi è una sensazione bellissima.

 Domani . . .

E' ancora lunga la strada da percorrere, ma laureandomi in ciò per cui sto studiando sarebbe per me la realizzazione di un sogno. Equivarrebbe alla dimostrazione che la malattia che mi ha accompagnato per anni è stata definitivamente sconfitta, proprio quella malattia che per tanto tempo mi ha impedito di praticare sport, lo sport che ora tanto amo.

Una volta raggiunto questo traguardo mi piacerebbe poi tagliarne un altro : conseguire una seconda laurea, in fisioterapia. Vorrei infatti rendermi utile a quanti patiscono la malattia da me sofferta da bambino, perchè ho capito dall'esperienza fatta : una mano in più (quella giusta, quella al momento opportuno ...) non fa mai male!